TAIJIQUAN  (Cenni storici)
 

LE ORIGINI DEL TAI CHI CHUAN

(TRA STORIA E LEGGENDA)

La Famiglia Chen

Alcuni studi approfonditi sono stati condotti, nella metà degli anni venti, sull’origine del Taijiquan. Tali ricerche lo hanno portato al villaggio della famiglia Chen, chiamato Chenjiagou, nella provincia dello Henan. Si ritiene che il fondatore ufficiale sia stato Chen Wangting, vissuto tra il 1580 ed il 1660, appartenente alla 9° generazione della famiglia Chen. Chen Wangting era un funzionario dell'esercito imperiale, famoso per aver più volte sconfitto i gruppi di banditi che derubavano le carovane. Si racconta che il suo stile di combattimento fosse eccellente, e che molti funzionari imperiali lo volessero al proprio fianco come membro della scorta personale. Ritiratosi dalla carica pubblica, dopo la caduta della dinastia Ming, Chen Wangting dedicò il resto della propria vita al perfezionamento della sua abilità marziale, trasmettendone le tecniche ai suoi successori. Le sequenze marziali che elaborò comprendevano cinque forme (Taolu), molto dinamiche e una forma di "lunga boxe" (Changquan). Nei secoli a venire, però, la maggior parte dei discendenti della famiglia Chen abbandonarono lo studio di tali sequenze. Esse erano infatti molto impegnative, e richiedevano una dedizione completa allo studio. Presso la famiglia Chen l’insegnamento dell’arte era riservato soltanto ai membri della famiglia e vi era una segretezza assoluta riguardo ad essa. Bisognerà aspettare la 14° generazione durante le quale visse Chen Changxing, discendente di Chen WangTing, il quale ebbe anch'egli un ruolo importante nella storia del Tai Chi Chuan: fu il primo infatti ad insegnare lo stile a due studenti esterni alla famiglia Chen. Uno di questi era Yang Lu Chan. Vissuto tra il 1771 ed il 1853, Chen Changxing raggruppò insieme i frammenti delle forme tradizionali, le quali erano state in gran parte dimenticate, e formò due sole sequenze. La prima era composta da movimenti lenti e fluidi, mentre la seconda comprendeva azioni più atletiche e dinamiche. Queste due sequenze furono chiamate "nuova intelaiatura" (xinjia), in quanto costituivano una novità rispetto alle forme precedenti, che quindi furono identificate con "vecchia intelaiatura" (laojia).

Zhang Sanfeng

Tra la fine della dinastia Song e l’inizio della dinastia Yuan (1247-1368) nasceva Chang Chun Po, diventato famoso con il soprannome di Chang San-Feng (Chang dei tre picchi).

Dopo un lungo periodo di meditazione a seguito della morte dei suoi genitori, Chang San-Feng lasciò tutte le sue proprietà e diede inizio alla sua ricerca attraverso la Cina, durata trent’anni. Si fermo a studiare le arti marziali per dieci anni presso il monastero di Shaolin, Nel 1314 all’età di 67 anni, esperto nello Shaolin Quan e famoso agopunturista, Chang San-Feng si avvicinò al taoismo grazie ad un eremita taoista e si recò nei monti del Wudang presso un monastero ove rimase per circa nove anni. Fu in quell’ambito, verosimilmente, che si cominciarono a formulare i principi della sua arte, il Taijiquan.

Un giorno, mentre si accingeva a compiere le sue giornaliere meditazioni, si trovò ad assistere ad una lotta tra una Gru ed un Serpente; nell’osservare questa scena Chang San Feng si rese conto che il serpente riusciva ad avere la meglio sulla Gru grazie a movimenti morbidi, sinuosi e circolari riuscendo quindi a schivare gli attacchi poderosi della Gru e contrattaccando con movimenti fulminei, secchi e precisi. Chang San Feng capì che in un combattimento la morbidezza e la flessibilità potevano battere la forza e la durezza, dando così un’applicazione marziale ad un pensiero filosofico già pensato da Lao Tzu. A Chang Seng Feng è attribuito un famoso testo classico “Teoria del Tai Chi Chuan”. Con certezza uno dei più grandi praticanti del Tai Chi fu il monaco Wang Tsung Yueh (1735-1795) a cui è attribuito un altro testo classico “Trattato Classico di Tai Chi Chuan” e che dicono apprese l’arte direttamente da Zhang Sanfeng. Nei primi decenni del XIX secolo nel villaggio di Chenjiagou (nella provincia di Henan) i membri della famiglia Chen praticavano il Tai Chi Chuan ed il capostipite di questa famiglia, Chen Wang Ting, (vissuto nel XVII secolo) per alcuni sarebbe stato il vero fondatore del Tai Chi, mentre per altri egli apprese questa arte da un maestro di nome Jiang Fa allievo del più conosciuto Wang Tsung Yueh (vedi sopra). Ciò che Zhang Sanfeng intendeva creare era un’arte marziale completa, in sintonia con la medicina tradizionale cinese, per questo non sviluppò soltanto movimenti fisici per indicare le applicazioni marziali, ma anche movimenti che avrebbero curato il corpo, la mente e lo spirito e si spinse ancora oltre formulando un gruppo di esercizi che sarebbero potuti essere utilizzati per trattare anche gli altri e non solo se stessi. Da allora ai giorni nostri abbiamo un’arte marziale del tutto integrata, che può essere utilizzata sia come un metodo si difesa personale letale, sia come metodo curativo per sé e per gli altri sul piano fisico, mentale e spirituale.

Un allenamento di Taijiquan a Chenjiagou